La Food Valley Bike non è solo un percorso. È un racconto del territorio attraverso i suoi prodotti, i suoi paesi e le sue storie. Ogni ciclabile porta il nome di un sapore: dalla pasta ai salumi, dal Parmigiano alla Spongata. Pedalare qui significa entrare in contatto con una tradizione viva, fatta di norcinerie, caseifici, porti fluviali e palazzi ducali.
Da Parma a Colorno, lungo le ciclabili che raccontano la pasta della Bassa
La Food Valley Bike comincia dalla Stazione Ferroviaria di Parma e attraversa la pianura verso il fiume Po, seguendo il corso del torrente Parma. Il primo tratto, di circa 43 km, è il Percorso della Pasta: quattro ciclabili tematiche dedicate ad altrettanti formati e prodotti che hanno fatto la storia gastronomica del territorio.
Si parte con la Ciclabile della Pastasciutta, che da Parma porta a Sorbolo passando dallo stabilimento Barilla — luogo simbolo della pasta italiana nel mondo — e dal Caseificio Sociale Bassa Parmense, dove si produce ancora il Parmigiano Reggiano DOP secondo tradizione. Poi la pista entra nella campagna e tocca i Gessi di Froni, una piccola perla geologica che pochi conoscono.
Da Sorbolo si imbocca la Ciclabile della Prugna Zucchella: 8 km nel verde, fino alla Casa delle Contadinerie di Coenzo, dove un piccolo ecomuseo racconta la coltivazione della Prugna Zucchella, una varietà autoctona protetta che dà vita a marmellate, mostarde e dolci tradizionali.
La terza tappa è la Ciclabile dell'Anolino, che attraversa la Riserva Naturale di Parma Morta — un'oasi di biodiversità lungo un meandro abbandonato del fiume — e arriva fino al Porto Turistico Fluviale di Mezzani. Qui un capitolo a parte: l'Acquario Biosfera di Parma, dove si possono osservare i pesci d'acqua dolce del Po, in un'installazione immersiva dentro un container affacciato sull'argine.
L'ultima ciclabile della prima parte è quella del Tortel Dols: 11 km che portano a Colorno, dove il Palazzo Ducale chiude in bellezza il percorso. Il Tortel Dols è il dolce simbolo del paese: pasta sfoglia ripiena di mostarda, savor e amaretti — una ricetta che si tramanda di famiglia in famiglia.
Da Colorno a Busseto, sulle tracce dei grandi salumi della Bassa Parmense
Da Colorno il viaggio prosegue verso ovest lungo il Percorso dei Salumi: 36 km che attraversano i comuni più conosciuti per la salumeria italiana — Sissa Trecasali, San Secondo, Roccabianca, Polesine, Zibello, Busseto.
La prima ciclabile è quella della Spalla Cruda di Palasone, un salume meno noto del Culatello ma altrettanto pregiato, prodotto solo in una manciata di norcinerie della zona. Il percorso passa da Gramignazzo, antico borgo agricolo, e arriva alla Dog Area di Trecasali: il territorio è particolarmente bike-friendly e dog-friendly.
Si arriva poi nella Ciclabile dei Ciccioli: il prodotto è la cicciolata di Roccabianca, uno snack rustico fatto col grasso del maiale fritto e pressato. La ricetta è povera, contadina, ma ha conquistato anche le tavole più raffinate. Roccabianca, definita 'la Regina dei Ciccioli', conserva un castello visconteo e ospita ogni anno una sagra dedicata.
La quarta è la Ciclabile del Culatello: 10 km nelle terre dove nasce il Culatello di Zibello DOP, il più nobile dei salumi italiani, stagionato nelle cantine umide a ridosso del Po. Le Antiche Corti lungo la strada accolgono i visitatori con degustazioni e visite guidate.
Il percorso si chiude con la Ciclabile della Spongata che porta a Busseto, paese natale di Giuseppe Verdi: l'arrivo coincide con un dolce — la Spongata, friabile pasta sfoglia ripiena di frutta secca, miele e spezie — che da secoli accompagna i giorni di festa della Bassa.
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